Libri – The mind’s eye

130221010555_2Ian Robertson, famoso psicologo del Trinity College di Dublino ci guida in questo libro alla scoperta di una parte trascurata del nostro cervello: la sua straordinaria capacità di creare immagini mentali. L’idea è semplice. Nell’infanzia i bambini ragionano prevalentemente in modo non verbale. Il loro cervello lavora mediante le immagini, combinate per creare concetti. Non appena i bambini crescono, e in modo drammatico appena cominciano ad andare a scuola, il modo di ragionare cambia, passando dal mondo delle immagini a quello delle parole. La verbalizzazione dei concetti sostituisce la loro rappresentazione mediante immagini. Se da un lato questo consente di combinarli in modo rapido e potente, da un altro la loro rappresentazione verbale diviene un magro surrogato del loro corrispettivo immaginifico. Ben diverso è dire la parola cioccolato, come concetto e immaginarne invece l’aroma, il sapore la consistenza di una tavoletta. Nella lotta tra i due sistemi, quello verbale e quello delle immagini, il primo prevale e per la maggior parte degli adulti l’unico modo di ragionare e di interpretare la realtà è quello concettuale. Un flusso ininterrotto di parole scorre nelle nostre teste dove nei bambini scorreva un flusso di immagini.

Ian Robertson invita a recuperare questo aspetto sopito e potente del nostro cervello e descrive tutta una serie di contesti, da quello della creatività al mondo dello sport, alla medicina in cui l’uso di immagini mentali ottiene risultati o apre possibilità precluse alla mente puramente verbale.

Il libro è scritto con uno stile piacevole e divulgativo, tuttavia sempre fondato su fonti rigorosamente valide e documentate, rifuggendo dalle facili derive pseudo-scientifiche con cui spesso vengono trattati questi argomenti (si pensi solo al uso terapeutico della visualizzazione e delle immagini mentali).

Con le parole chiave

Libri – Le mappe dei miei sogni, di Reif Larsen

Un libro insolito. Unico. Narra delle vicende di TS, dodicenne enfant prodige del Montana. Vive in un ranch assieme ad un padre “cow-boy” che pare uscito da un film di John Wayne, incapace di mostrare affetto per lui, una madre entomologa, da anni isolata dal mondo, dal suo ruolo materno e dall’accademia nella ricerca di un raro coleottero e una sorella teenager persa nel suo mondo adolescenziale. Gravita inoltre su tutto la figura del fratello minore di TS, Layton, morto mentre giocava con un fucile. In questo contesto tutt’altro che mentalmente sano, cresce TS e passa tutta la sua breve vita chiuso in un proprio mondo interiore intento a illustrare, mappare, tradurre il mondo in diagrammi in schemi. Come dice lui, é come se tutte le mappe del mondo fossero già nella sua testa. A lui solo il compito di tradurle su carta. La notevolissima capacita’ di illustratore gli fa riempire quaderni su quaderni di disegni e mappe di tutti gi aspetti della sua vita, dal ritmo con cui il padre sorseggia il whisky alla distribuzione delle acque sotteranee del montana, alla classificazione delle espressioni facciali di chi incontra. Collabora inoltre con prestigiose riviste scientifiche le quali ingnorano del tutto l’età del precocissimo illustratore.
Un giorno viene contattato dallo Smithsonian Institute che gli comunica che per il suo lavoro ha vinto un prestigioso premio e lo invita a riscuoterlo. Che fare ora? Rivelare che in realtà è un dodicenne? TS finirà per scappare di casa e arrivare a Washington tra molte peripezie.
La mente di TS é trasposta sulle pagine sotto forma di innumerevoli disegni presi dai suoi quaderni che illustrano o approfondiscono le vicende del protagonista.

(picture from http://nonsuchbook.typepad.com)

Il libro appare pertanto come una notevole opera sperimentale che associa parola a illustrazione.
Il risultato é metà riuscito. TS é troppo “adulto” nelle sue conoscenze che spaziano dalla zoologia alla geologia all’ingegneria per essere credibile.
Molte vicende inoltre non appaiono del tutto sviluppate e lasciano un senso di incompletezza. Resta comunque una lettura originale e gradevole.
Voto 6.5.