Sul telelavoro

posterizzazioneYahoo ha annunciato di volere sospendere il telelavoro di molti suoi dipendenti. Non ho una grande opinione del telelavoro. C’è gente che si presenta ai colloqui di assunzione vantando anni di esperienza che risultano essere tutti in telelavoro. Ma lavorare vuol dire anche condividere la quotidianità con colleghi più o meno simpatici, sapere gestire i malumori del capo, gestire uno spazio e dei rapporti. Chi lavora da casa non ha esperienza di queste situazioni e non cresce. Per non parlare del fatto che viene a cadere la fondamentale divisione tra “casa” e “lavoro”. Gli ambiti sono  e devono essere distinti. Chi è fannullone, lo sarà ancora di più lavorando da casa. Chi invece è abituato a lavorare sodo inevitabilmente finirà per lavorare sempre di più.

Le teleconferenze

Quali stupendi sistemi ci offre la moderna tecnologia per rendere più produttivo il nostro lavoro! Dati due o più gruppi di lavoro posizionati in aree diverse del globo e un qualunque progetto di minima complessità al sorgere dei primi intoppi c’è sempre qualcuno che ha l’ida di organizzare una teleconferenza. Per chi non lo sapesse si tratta di un meraviglioso sistema per cui un gruppo di persone che hanno poco da dirsi, possono, chiamando un numero comune e digitando un codice, trovarsi meravigliosamente collegate.

Nessuna teleconferenza é completa senza alcuni ingredienti:

L’imbarazzo iniziale:
E’ doveroso all’inizio quando ci si trova tutti collegati, lasciare passare qualche lungo momento di silenzio finché qualcuno non prende l’iniziativa e inizia guidare la discussione. In quei momenti di silenzio diverse persone stanno mute pensando “non devo mica parlare io….!”

Il ritardatario:
Qualcuno deve necessariamente collegarsi in ritardo adducendo le scuse più disparate e decisamente mai credibili. Sì, perché se a un meeting reale si può arrivare in ritardo per tutta una seria di ragioni, dal traffico alla sveglia che non ha suonato, come potete arrivare in ritardo ad una telefonata? Vi si sono lussate le dita mentre componevate il numero? Qualcuno vi aveva nascosto il telefono? Piaga delle teleconferenze, i ritardatari impediscono ad ogni teleconferenza che si rispetti di iniziare prima di 10 minuti dall’orario convenuto.

Il signor X:
Costui (o colei) interviene nella conversazione senza annunciarsi oppure pronunciando il proprio nome in modo da renderlo incomprensibile. E’ un classico, a teleconferenza conclusa chiedere il nome di costui a un collega che era presente solo per sentirsi dire “Sai che non l’ho capito neanche io?”

L’audio a scatti:
In una teleconferenza che si rispetti, le parti più cruciali del discorso devono essere rese incomprensibili da vuoti della comunicazione, scatti, click e altre diavolerie del genere. “Allora, la prossima cosa da fare è sicuramente -[vuoto]- vero?” “Nella mia esperienza in casi del genere è necessario –[rumore]- per risolvere il problema”. La qualità sonora di una teleconferenza che si rispetti deve essere pari a quella di una telefonata con un telefono del 1920. Preparatevi una serie di frasi in più lingue che dicano “scusi, ho perso l’ultima parte del discorso” “può ripetere?” “cosa?”

Alla fine della mezzoretta della teleconferenza, quando finalmente avrete chiuso la conversazione, riguardate i vostri appunti e chiedetevi “se avessi speso 10 minuti a scrivere un’ email non avrei concluso di più”?

Ps. L’autore confessa di essere egli stesso proposto teleconferenze in più occasioni. E’ in disintossicazione e sta cercando di smettere.